
In questa immagine vediamo una carta della rete ferroviaria e delle principali stazioni della Polonia nel 1939, alla vigilia della Seconda guerra mondiale e della Shoah.
Le “strade ferrate” avvicinano le località e le aprono alla modernità. Inoltre nei climi freddi consentono di infrangere l’isolamento invernale e di mantenere contatti e scambi.
Nelle guerre del Novecento le ferrovie sono state utilizzate per trasportare soldati e armi verso il fronte, feriti verso le retrovie, beni rapinati verso la madrepatria.
Nella seconda guerra mondiale hanno avuto un ulteriore utilizzo, inedito e inaudito, come racconta lo storico tedesco Karl Schlögel:
In quanto storia di deportazioni, la storia del genocidio degli ebrei europei è anche una storia dei trasporti, del traffico e della logistica. Vi giocano un ruolo di straordinaria importanza stazioni, binari di manovra, nodi ferroviari, piani di circolazione, orari generali, schede di accompagnamento dei carri, tariffe di spedizione, capacità di trasporto. Le fotografie della Gare d’Austerlitz, di Hanau, di Warschau Stawski Strasse, delle banchine di Żyrardów e Pabianice con pacchi di valigie, montagne di pacchi, fanno parte di questa storia quanto l’arrivo alla rampa di Birkenau.
Karl Schlögel, Leggere il tempo nello spazio. Saggi di storia e geopolitica, trad. it. Lisa Scarpa e Roberta Gado Wiener, Bruno Mondadori, Milano 2009, p. 229
E ha aggiunto:
I campi di sterminio stessi erano situati sì ‘a est’, ma non così fuori mano come spesso si insinua: la tratta Varsavia- Małkinia/Treblinka era percorsa quotidianamente da quaranta a quarantotto treni
Karl Schlögel, Leggere il tempo nello spazio. Saggi di storia e geopolitica, trad. it. Lisa Scarpa e Roberta Gado Wiener, Bruno Mondadori, Milano 2009, p. 231